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Latte e carne, le sezioni provinciali si riuniscono
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10 Ottobre 2016


Il punto sul settore, l’analisi dei mercati e le strategie risolutive dei problemi emersi negli ultimi tempi. Questi gli argomenti trattati dalle sezioni economiche provinciali di latte e carne bovina di Confagricoltura Mantova, riunitesi pochi giorni fa nella sede di via Luca Fancelli.

Il settore lattiero-caseario vive, a livello comunitario, un momento particolare. Nel mese di luglio infatti in Europa la produzione era ancora in aumento poi, complice il varo del piano di aiuti riservati a chi avrebbe ridotto il quantitativo di latte, c’è stato un calo, trainato specialmente dai paesi del nord Europa, che hanno rallentato notevolmente. Per l’ultimo trimestre di questo 2016 si spera in un ulteriore calo produttivo, che avrebbe l’effetto di riportare un minimo di equilibrio sui mercati. Equilibrio che arriva anche grazie al miglioramento (seppur lieve) dei prezzi, con la parte industriale che ad oggi paga qualche centesimo in più al litro, cosa che lascia ben sperare per il futuro e che permette di intravedere uno spiraglio di uscita dalla crisi del settore. Da parte di Confagricoltura Mantova arriva una richiesta ben precisa: «Dopo mesi di inattività – spiega il presidente Matteo Lasagna – abbiamo bisogno che il ministro convochi un tavolo di filiera a Roma, non è più tempo di parole. È ora di arrivare ad una progettazione produttiva ben precisa, le industrie devono comunicare quanto latte serve, in modo che i produttori possano regolarsi».

Tanti gli aspetti emersi poi dalla riunione della sezione della carne bovina. In primis le lamentele dei produttori per il prezzo dei bovini al macello, calato del 10% e vera zavorra per il settore, soprattutto a livello economico. La chiusura di Unipeg (rilevata dal gruppo Cremonini) ha portato alla creazione di un vero e proprio monopolio delle carni, che provoca una gestione univoca dei prezzi e la mancanza di una trattativa tra parte industriale e allevatori. Il risultato? In molti sono avviati verso la chiusura, altri invece stanno pensando a soluzioni alternative, come la creazione di un regime di soci, per aumentare il proprio peso sui mercati. Si è parlato anche della Blue Tongue, e dei problemi che potrebbero sorgere in caso di arrivo del virus in Lombardia, legati prevalentemente alle minori movimentazioni e alla necessità di vaccinazioni per il bestiame. Sviluppi positivi invece per la proposta avanzata da Confagricoltura (e validata da Cia e Uniceb) per un’interprofessione sulla carne: «Il progetto – prosegue Lasagna – prevede l’autofinanziamento con prelievo su ogni animale macellato, fino ad arrivare ad un budget annuale di 20 milioni di euro per la promozione del prodotto. I costumi dei consumatori ormai sono cambiati, c’è sempre meno tempo per preparare carne e si prediligono dunque prodotti precotti». In programma nelle prossime settimane anche un incontro per la creazione di un’organizzazione di prodotto rappresentativa del settore, che coinvolga i produttori mantovani e veneti.  




Carne bovina, Confagricoltura Mantova, Latte, Provincia di Mantova



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