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Soia, le quotazioni crescono
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10 Ottobre 2016


Un campo coltivato a soia
Un campo coltivato a soia
Il mercato del mais e dei cereali autunno-vernini non ha riservato sorprese positive ai coltivatori. Un barlume di luce in fondo al tunnel lo regala la soia, che presenta quotazioni in crescita rispetto allo scorso anno ma che deve fare i conti ancora una volta con la concorrenza di prodotto estero Ogm, che sta invadendo i mercati.

In provincia di Mantova le quotazioni della soia sono in crescita del 4% rispetto al 2015, con il prezzo alla tonnellata che passa da 324 a 336 euro, frutto di una stagione produttiva che è andata decisamente meglio rispetto alla scorsa, sia dal punto di vista climatico che da quello delle malattie. Le due cose d’altronde viaggiano di pari passo, visto che un anno fa la produzione provinciale fu devastata dal ragnetto rosso, parassita che si sviluppa prevalentemente in condizioni di gran caldo e siccità, fortunatamente non verificatesi in occasione di questa campagna. Nel 2016 la produzione si è assestata in media sulle 4,5 tonnellate per ettaro, ma c’è stato anche chi è riuscito a toccare punte di 5 tonnellate per ettaro. Tutto questo nonostante le superfici coltivate siano scese del 3% rispetto al 2015, assestandosi sui 18.400 ettari nel territorio provinciale. La tendenza mantovana è perfettamente in linea con quella nazionale, che ha visto un calo delle coltivazioni di soia circa del 4%.

I problemi, come sempre, arrivano al momento della vendita della materia prima: «La soia estera Ogm – spiega Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – è quotata ad oggi 343 euro alla tonnellata, vale a dire sette euro in più rispetto a quella nostrana. È evidente come ancora una volta il prodotto nazionale, del tutto “Ogm free”, venga penalizzato e si faccia finta però di non vedere il problema. Siamo al solito paradosso, che troviamo anche per altre colture, nei confini nazionali è vietato coltivare prodotti modificati geneticamente, ma dall’estero ne acquistiamo in grande quantità, penalizzando i nostri produttori». La soia nello specifico arriva perlopiù dagli Stati Uniti o dal Sudamerica (Brasile ed Argentina in testa), paesi dove la coltivazione di Ogm è oramai all’ordine del giorno e che forniscono il 90% della soia presente in Italia, quasi tutta importata: «È una beffa bella e buona – prosegue Lasagna – chiediamo che almeno i prezzi del prodotto italiano e di quello estero possano essere equiparati, per una maggiore competitività di chi sceglie di rinunciare agli Ogm. I costi di produzione nel mantovano si aggirano sui 1.500 euro per ettaro, un dato in calo rispetto al 2015 ma in ogni caso insufficiente per uscirne in attivo. Se va bene le spese si pareggiano». 




Cereali, Confagricoltura Mantova, Prezzi rilevati in Borsa Merci, Soia



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