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Dalla Ue via libera a undici tipologie di mais Ogm
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07 Ottobre 2016


Un campo di mais
Un campo di mais
Altre notizie al limite del paradossale in arrivo dalla Commissione Europea. Pochi giorni fa infatti è stata autorizzata l’immissione sul mercato comunitario di undici tipi di mais Ogm, destinati ad usi alimentari o a diventare mangimi per animali: «Il controsenso continua – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna – ci vietano di coltivare sui nostri terreni prodotti geneticamente modificati, ma poi ne acquistiamo dall’estero ingenti quantità. Resto ancora una volta sbigottito dalla tipologia di politiche portate avanti dall’Europa e dal nostro governo dato che, è doveroso ricordarlo, sul territorio nazionale la sperimentazione di organismi geneticamente modificati è proibita. Ma il comportamento della Ue di riflesso influenza i mercati, con una sempre maggiore richiesta di prodotto Ogm, nonostante sia più costoso di quello non modificato».
 
Gli undici Ogm in questione hanno superato la procedura autorizzativa che comprende anche il parere dell’European food safety authority (Efsa). Come si è arrivati al sì definitivo? La spiegazione è semplice. Ancora una volta negli appositi comitati, composti dai rappresentanti di tutti gli stati membri, non si è raggiunta la richiesta posizione di maggioranza qualificata, necessaria per poter esprimere il “sì” o il “no” alla manovra, e la votazione si è risolta dunque in una “no opinion”. Il risultato? Come da regolamento, in caso di mancata espressione a maggioranza dei comitati, la decisione finale spetta alla Commissione stessa, che quasi sempre (ed è questo uno dei casi) dà il via libera alla manovra in questione, per evitare ricorsi o lamentele da parte delle aziende produttrici coinvolte. Provvedimento approvato dunque e altri organismi geneticamente modificati presenti sul mercato europeo. Le autorizzazioni commerciali sono valide per i prossimi dieci anni (è esclusa la coltivazione), anche se ogni prodotto ottenuto da questi Ogm sarà soggetto a severe norme di etichettatura e tracciabilità.
 
Poco più di un anno fa, ad aprile 2015, la Ue aveva dato il via libera ad altre diciannove tipologie di prodotti Ogm, vale a dire tre tipi di mais, cinque di soia, due di colza, sette di cotone e due specie di fiori ornamentali recisi. Anche allora l’immissione sul mercato di tali prodotti fu sottoposta al voto dei rappresentanti degli stati membri, che non riuscirono ad esprimersi a maggioranza e lasciarono il verdetto alla Commissione, che si espresse per il sì. 




Cereali, Commissione europea, OGM



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