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Grano duro, aiuti per 10 milioni di euro
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03 Ottobre 2016


La trebbiatura di un campo di grano
La trebbiatura di un campo di grano
Con un provvedimento d’urgenza, arrivato soltanto un giorno dopo l’inoltro del testo da parte del Ministero per le politiche agricole, la conferenza Stato-Regioni ha approvato il decreto ministeriale che stabilisce le modalità applicative del regime di incentivazione per il frumento duro, volto a favorire la nascita di contratti di filiera.

La misura mette a disposizione dieci milioni di euro per il comparto cerealicolo, con un aiuto di 100 euro per ettaro fino a un massimo di cinquanta ettari per ogni azienda. Le imprese agricole che avranno diritto a beneficiarne saranno soltanto quelle produttrici di grano duro iscritte al registro delle imprese e all’anagrafe delle aziende (fascicolo aziendale), con contratti di filiera stipulati entro un massimo di trenta giorni dalla pubblicazione del decreto. In ogni caso il regime, che sarà gestito da Agea, sarà vincolato ai limiti del “de minimis”, che prevedono un massimo di 15mila euro in tre anni per beneficiario, quando si tratta di impresa agricola.

Il provvedimento appena varato ha fatto sorgere però una notevole quantità di dubbi tra gli addetti ai lavori: «Questi dieci milioni – spiega Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – rappresentano soltanto una goccia all’interno del mare di problemi che stanno attanagliando il settore cerealicolo in Italia, senza contare che riguardano soltanto i produttori di grano duro, quasi come se ci si fosse dimenticati degli altri. È tempo di finirla con interventi a pioggia privi di senso come questo, serve piuttosto una vera programmazione nella produzione, perché è impossibile coltivare e fornire materie prime senza sapere le richieste della parte industriale. Serve quella che in Francia chiamano “cabina di gestione o di pilotaggio”, per costruire un modello di collaborazione tra imprese».

Perplessità anche in rapporto alle superfici che saranno coinvolte dal decreto: «Con un importo di 100 euro per ettaro – prosegue Lasagna – saranno coperti da finanziamenti al massimo 100mila ettari, ma in Italia ve ne sono circa 1,2 milioni coltivati a grano duro, dei quali novemila nella sola provincia di Mantova». Lasagna lancia poi un appello finale ai produttori stessi: «Ai coltivatori dico di puntare comunque sempre e solo sulla qualità, per provare a innescare un cambio di rotta che ci possa portare ad accordi più vantaggiosi e a un maggior peso sui mercati».




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