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Mais: aumenta la produzione, ma i prezzi sono ancora troppo bassi
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26 Settembre 2016


La trebbiatura del mais
La trebbiatura del mais
Mais nostrano e mais straniero, alla vista e al tatto uguali ma in realtà diversissimi. Almeno dal punto di vista commerciale, con gli ultimi dati riguardanti la campagna di raccolta 2016 che evidenziano ancora una volta come il prodotto nazionale viva un momento di estrema sofferenza, schiacciato dalle importazioni in arrivo dai paesi al di fuori dell’Unione Europea. E tale sofferenza è ben visibile anche all’interno dei confini della nostra provincia, che paradossalmente si trova a dover fare i conti con un prodotto più costoso e qualitativamente inferiore, ma che viene acquistato di più.
 
Il prezzo del mais nazionale, sul mercato di Mantova, è sceso infatti da 162 a 160 euro/tonnellata (-1,5% rispetto al 2015), mentre quello extra Ue è salito di 5 euro/tonnellata, assestandosi attorno ai 194 euro/tonnellata, a +2,6% rispetto allo scorso anno. La differenza di prezzo tra mais nazionale e importato è passata dunque da 27 a 34 euro/tonnellata. Eppure, nonostante i costi più alti, le importazioni lievitano: «Una situazione assurda – spiega Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – il mercato non premia il prodotto nostrano, tra cui quello Mantovano, che anno dopo anno è sempre più sano, e predilige mais proveniente da paesi extra Ue, Ogm e con prezzi in continuo aumento. Le logiche dell’industria sono estremamente penalizzanti per noi, oltre che paradossali. In Italia sono vietate le semine di prodotti Ogm e poi ne vengono acquistati in grande quantità dall’estero. Il comportamento degli acquirenti è negativo, anche alla luce del fatto che quest’anno il mais, dove è stato adeguatamente curato, non presenta malattie come l’aflatossina».
 
Il contraccolpo si fa sentire pesantemente anche sulla nostra provincia. A Mantova quest’anno sono stati coltivati a mais 55.600 ettari, con un calo dell’8% rispetto al 2015. Una cifra ben lontana dal record di 70.000 ettari di quattro anni fa: «La coltura è in crisi – prosegue Lasagna – ma mancano alternative. L’andamento dei frumenti infatti è negativo, aspettiamo di vedere come andrà la soia, che ancora deve essere quotata». Il paradosso è ancor più acuito dalle buone prestazioni produttive. Nella nostra provincia infatti la produzione per ettaro è salita del 10% rispetto allo scorso anno, raggiungendo in media le 12/13 tonnellate per ettaro. Dato questo favorito anche dalla stagione tutto sommato favorevole, con la pioggia caduta che ha permesso ai coltivatori di ricorrere meno all’irrigazione, abbattendo del 4-5% i costi di produzione: «Ma con costi di produzione ridotti – spiega Lasagna – calano di conseguenza anche i prezzi della materia prima, e alle attuali cifre con una soglia di 13 tonnellate per ettaro se si è fortunati si va in pareggio con le spese. Di certo uscirne in attivo è pressoché impossibile».




Cereali, Confagricoltura Mantova, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova, Prezzi rilevati in Borsa Merci



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