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Quote latte: dalla Ue nuove sanzioni in arrivo per l'Italia
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23 Settembre 2016


Un'autocisterna per la raccolta latte
Un'autocisterna per la raccolta latte
Non accenna a placarsi la querelle tra la Commissione Europea e l’Italia sulla questione quote latte. L’ultimo capitolo? La possibile condanna in arrivo da parte della Corte di giustizia europea per il mancato recupero dei prelievi dovuti allo sforamento delle quote, nel periodo compreso tra il 1995 e il 2009.
 
In ogni anno del periodo sopracitato infatti l’Italia ha superato le quote a lei imposte e lo Stato ha versato alla Commissione gli importi del prelievo supplementare dovuti per il periodo in questione, una cifra che si aggira sui 2,3 miliardi di euro. Tuttavia, nonostante le ripetute richieste da parte della Commissione stessa, le autorità italiane non hanno preso le opportune misure per recuperare dai produttori e dai caseifici il prelievo versato in anticipo, e questo potrebbe comportare conseguenze pesanti. Dato che l’Italia non ha mostrato progressi significativi nel recupero del denaro, il caso è stato deferito alla Corte di giustizia europea che, se accerterà l’inadempimento, emetterà una sentenza con tutta probabilità destinata a tradursi in una condanna al pagamento di penali: «Un ulteriore salasso – spiega il direttore di Confagricoltura Mantova Daniele Sfulcini – in un momento già difficilissimo. Speriamo che queste multe non si concretizzino, perché in tal caso sarebbe una mazzata per tutto il settore. Questo procedimento non è altro che l’ultimo strascico di una vicenda che non riusciamo proprio a lasciarci alle spalle».
 
Di quanti soldi stiamo parlando? In totale come detto la cifra da pagare per il prelievo supplementare era di 2,3 miliardi di euro circa, dei quali oltre 1,7 miliardi ancora sono da rimborsare da parte dei produttori che hanno violato il regime delle quote. Parte di quest’ultimo importo però è da considerarsi perso o in fase di rientro grazie al piano di rateizzazione a tappe da 14 anni di durata, che scadrà a dicembre del prossimo anno. La Commissione dunque stima che restino ancora da versare da parte degli allevatori ben 1,343 miliardi di euro, cifra per la quale l’Italia potrebbe appunto essere sanzionata.
 
A Mantova nel complesso l’importo del prelievo supplementare ammonta, nel periodo compreso tra il 1995 e i giorni nostri, a poco meno di duecento milioni di euro, il 15% del totale nazionale. Di questi duecento milioni, tra i 75 e gli 80 sono stati o verranno recuperati entro il dicembre del 2017, quando ci sarà da versare l’ultima rata del piano da 14 anni varato per il recupero. Nella nostra provincia sono state 1.200 circa le aziende ad avervi aderito, con rate annue da oltre cinque milioni di euro. Restano da recuperare dunque attorno ai 120 milioni di euro, soldi che derivano da coloro che non hanno aderito al piano di rateizzazione, nel Mantovano attorno alle 350 aziende. Di queste, almeno cinquanta o sessanta presentano importi superiori al milione di euro, circa centocinquanta superiori ai 300mila euro e un altro centinaio invece inferiori ai 15mila euro. Lo Stato può in qualche modo rivalersi nei confronti di chi non ha aderito alla rateizzazione? «Vi sono ancora molte cause in corso – aggiunge Sfulcini – ma in altri casi diverse aziende sono riuscite a farla franca, perché magari hanno passato la gestione ai figli o perché Agea non è intervenuta adeguatamente per cercare di recuperare i fondi, dimostrando ancora una volta di essere del tutto inadeguata per la gestione dell’intero sistema. In alcuni casi però il denaro è rientrato, tramite cartelle esattoriali o con trattenute sui finanziamenti Pac per le aziende».




Agea, Confagricoltura Mantova, Quote latte, Unione europea



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