COSTRUIAMO
UN FUTURO
FERTILE



A A A

Assicurazioni agricole, numeri e valori in calo
News e comunicati ^
 
19 Settembre 2016


Un campo di meloni devastato dalla grandine
Un campo di meloni devastato dalla grandine
È dal 1970 che in Italia sono presenti aiuti e sostegni pubblici alla gestione del rischio agricolo. Strumenti preziosissimi, che negli ultimi tempi però hanno mostrato più di una crepa, penalizzante per chi ne usufruisce, le imprese agricole, ma anche per chi li eroga e li gestisce, i consorzi di difesa e i sindacati.
 
A portare sotto i riflettori la questione è Confagricoltura Mantova, che fornisce i dati nazionali e  regionali riferiti al 2015. Com’è il trend in Lombardia? In preoccupante calo. All’interno dei confini lombardi infatti le imprese passano da 10.942 a 10.381 (-5%), mentre il valore assicurato scende da 1.458.625.968, dato registrato nel 2014, a 1.426.660.639 dello scorso anno, un -2% complessivo. A livello nazionale le imprese assicurate restano pressochè le stesse (82.695 contro le 82.791 del 2014), ma cala il valore assicurato, che scende dai 7.502.273.472 del 2014 ai 7.064.075.208 dell’ultima annata, con una perdita superiore ai 430 milioni di euro (-6%).
 
Occorre dunque correre ai ripari, anche se uno dei problemi principali è rappresentato dall’eccessivo carico burocratico con il quale consorzi, sindacati e imprese stesse si trovano a dover forzatamente convivere: «Vi sono troppi controlli – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna – e controlli sui controlli stessi. In questo modo si crea una vera palude, che impedisce agli organismi competenti di snellire le loro procedure e di ridurre i tempi di pagamento. Il risultato? Una situazione di sofferenza che coinvolge le aziende, i consorzi e gli stessi sindacati». I ritardi nei pagamenti sono l’emblema della situazione: «I contributi 2014 – prosegue Lasagna – sono stati pagati tra febbraio e marzo di quest’anno, quelli del 2015 non si sa quando arriveranno. Temo che prima del 2017 non si vedranno soldi. E dire che la legge varata lo scorso anno imporrebbe il pagamento dei contributi entro il 31 dicembre dell’anno stesso a cui sono riferiti». Tali limitazioni di carattere amministrativo e burocratico stridono fortemente con la volontà, a livello di comunità europea, di agevolare queste forme di tutela. Prova ne è lo stanziamento di un fondo da un miliardo e 640 milioni di euro totali, da erogare tra il 2015 e il 2020. Ma quanti sono, in sostanza, i soldi che ancora devono arrivare? Una prima (e prudente) stima dei dati indica che, a livello nazionale, sugli oltre 320 milioni di euro di premi totali (con contributo fissato al 60%) potrebbero essere versati più di 193 milioni di euro. A livello regionale invece, su quasi 40 milioni di euro di premi totali, sono più di 23 milioni e mezzo a mancare all’appello.
 
Altro snodo cruciale è quello riguardante l’inserimento delle agevolazioni assicurative nel secondo pilastro della Pac 2014-2020: «È un boomerang – prosegue Lasagna – perché le prassi si adattano male alle costrizioni per i vincoli e alle procedure per i rimborsi. Ora i contributi assicurativi sono stati assimilati ai Psr, e come tali sono gestiti. Hanno inserito dunque troppi controlli forzati, illogici e pesanti, non si può gestire un’assicurazione come se fosse un progetto di sviluppo. Alcune coperture poi, come quelle per le serre o per la zootecnia, sono continuative, in tal modo invece ogni anno vengono inseriti ulteriori paletti che ne rendono ancor più farraginosa la gestione. Si dovrà trovare il modo di intervenire a valle per fermare questi processi». L’ultima problematica riguarda la soglia di danno necessaria per far scattare la copertura assicurativa, attualmente fissata al 30%: «È troppo alta, in questo modo molte aziende risultano penalizzate perché la quota di rischio a loro carico è eccessivamente elevata». 




Agridifesa , Danni da calamità naturali, Danni strutture, Grandine



precedente: Dall'Europa nuove misure a sostegno di latte e carne
successivo: Ecco il bando "Coltiviamo agricoltura sociale"


Internet partner: Omega-Net
[www.omeganet.it]

Art direction by: Fachiro Strategic Design
[www.fachiro.com]