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Al Confagricoltura Village le innovazioni della precision farming
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07 Settembre 2016


Marco Miserocchi di Spektra Agri
Marco Miserocchi di Spektra Agri
Era dedicato all’agricoltura conservativa e alla precision farming il quarto appuntamento al Confagricoltura Village, lo spazio targato Confagricoltura Mantova all’interno della Fiera Millenaria di Gonzaga. Ospite della serata, organizzata da Anga Mantova e Agia, è stato Marco Miserocchi, marketing&sales manager di Spektra Agri, azienda specializzata in tecnologie per l’agricoltura di precisione: «Bisogna stare attenti – ha detto Miserocchi – a non confondersi tra nuova frontiera e futuro. Queste infatti sono tecnologie già diffuse, che devono soltanto essere conosciute di più».

Agricoltura conservativa e precision farming si legano a doppio filo tra di loro: «La Pac 2014-2020 – prosegue Miserocchi – ci chiede produttività, vale a dire aumento e stabilità nelle rese, e competitività, anche se i fondi comunitari sono sempre meno, il tutto nel nome della sostenibilità. Il nostro compito dunque è quello di aiutare i coltivatori ad eliminare gli sprechi, con macchine sempre più precise e sviluppate, che possano aiutare a pianificare e indirizzare al meglio gli interventi umani sulle colture». Su cosa si basano queste innovazioni? Sui sistemi di guida assistita innanzitutto, con trattori e macchine agricole guidati dal Gps per una precisione nei loro passaggi nell’ordine di pochissimi centimetri: «I costi per una normale macchina senza tali sistemi – ha detto Miserocchi – sono di circa novemila euro all’anno. Con i sistemi di guida satellitare si riducono al minimo le sovrapposizioni, i passaggi doppi in zone di terreno già trattate, e si risparmiano fino a tre o quattrocento euro per ettaro». Altra funzione preziosissima è la mappatura dei terreni: «È possibile avere mappe di produzione, dei suoli o della vegetazione. Dopo aver raccolto ed elaborato i dati, vengono individuati i fattori produttivi limitanti e delineate strategie di coltivazione e distribuzione dei mezzi tecnici il più accurate possibile».

A livello di diffusione di agricoltura conservativa però l’Italia ha ancora molto da imparare: «Permangono molti limiti, in primis quelli legati all’estensione delle aziende. In Italia soltanto il 26% delle superfici è superiore ai 100 ettari. La dimensione media di un’azienda italiana è 8 ettari, contro i 44 della Francia o i 440 degli Stati Uniti. Ci sono poi basse redditività, solo il 6% oltre i centomila euro, e limiti di età e titolo di studio». «C’è bisogno – ha detto il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna – di produzioni assennate e dalla qualità sempre maggiore. Peccato però che l’Unione Europea ci abbia dato il greening, che io ritengo essere un immenso errore».

Sono arrivati poi due esempi di aziende che hanno da tempo applicato i principi dell’agricoltura conservativa e precision farming. Il primo ha riguardato l’azienda Battioli di Novara, portato dal presidente di Anga Piemonte Giovanni Chiò: «La produzione – ha spiegato Chiò – è salita del 5%, mentre costi e tempi si sono ridotti dell’8%. Abbiamo registrato un risparmio di 170 euro per ettaro, che per l’azienda si è tradotto in 30mila euro di spese in meno all’anno». All’azienda agricola di Antonio Duchi invece, che possiede 180 ettari in provincia di Cremona, l’agricoltura conservativa è presente da quasi vent’anni con lo “strip-tillage”, la coltivazione a strisce, molto diffusa nella parte nord degli Stati Uniti e particolarmente vantaggiosa oltre che per una riduzione dei costi di coltivazione anche per una migliore condizione di accrescimento sin dalle primissime fasi fenologiche, specialmente per le colture a semina di precisione.




Confagricoltura Mantova, Fiera Millenaria, Fiera Millenaria di Gonzaga, Giovani di Confagricoltura Mantova - Anga



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