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Latte: dal mercato segnali di cauto ottimismo
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06 Settembre 2016


Matteo Lasagna e Angelo Rossi
Matteo Lasagna e Angelo Rossi
«Per il futuro mi sento di essere fiducioso, anche se ci vorrà prudenza». Lancia segnali positivi Angelo Rossi, fondatore del portale Clal.it, al termine del convegno “Il mercato del latte e le sue prospettive”, terzo appuntamento del ricchissimo calendario di eventi del Confagricoltura Village, all’interno della Fiera Millenaria di Gonzaga.

C’è ottimismo dunque sul fronte del mercato lattiero-caseario, che negli ultimi giorni «si è dimostrato più euforico», come ha detto il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna. Il motivo? Il progressivo calo della produzione in diversi paesi europei: «In Europa molte nazioni stanno riducendo la produzione di latte – ha detto Rossi – e ciò potrebbe comportare un aumento dei prezzi. Non va dimenticato però che nel mondo, a giugno 2016, vi erano ancora tre milioni di tonnellate di latte in più, anche se come detto il trend è in diminuzione». In crescita negli ultimi mesi sia le esportazioni Ue (+1,95%) che quelle italiane (+10% negli ultimi sei mesi), anche se per Rossi «i contributi forniti dalla Comunità Europea vengono dati a pioggia, senza essere indirizzati dove veramente ve ne è il bisogno. Ciò dimostra ancora di più che la Ue non è orientata al mercato». Al termine del suo intervento, il creatore di Clal.it ha tracciato una previsione sull’andamento di mercato nei prossimi mesi, da settembre 2016 a febbraio 2017. Periodo nel quale si dovranno fare i conti con il fondo da 150 milioni di euro che la Ue ha stanziato per chi ridurrà la produzione di latte: «Fino a novembre il prezzo del latte spot salirà, arrivando anche a 37-38 centesimi al litro. Poi ci sarà una fisiologica diminuzione a dicembre e una risalita a gennaio. Ma questo quadro potrà cambiare a causa dei 150 milioni della Ue».

Rossi ha giudicato inammissibile l’acquisto di latte a prezzi che si aggirano sui 18 cent/litro. «Questi contratti – ha proseguito poi Lasagna – si combattono solo trovando unità tra i produttori. Da parte nostra abbiamo stimolato la nascita di Aop, vere e proprie unioni tra organizzazioni di prodotto. Dove non ci sono tali organizzazioni, l’industria ha gioco facile nel puntare al ribasso, ed è una cosa insensata». Lasagna è poi tornato sulle mobilitazioni che hanno portato il gruppo Lactalis a concedere un aumento del prezzo per il latte alla stalla in Francia: «Anche in Italia vorremmo innalzare i prezzi, ma senza ricorrere a manifestazioni di protesta come quelle francesi». Ultimo capitolo sulle recenti misure adottate dall’Europa: «Non c’è bisogno di contributi per chi produce meno, a mio avviso sono una doppia beffa. In primis perché non è altro che un ritorno, anche se non dichiarato, al sistema delle quote, che non andavano smantellate ma regolate. E poi perché noi non siamo paese eccedentario, come tanti altri. Interventi a pioggia una tantum non servono a nulla. Ad oggi però stiamo tornando alla speranza».




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