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Glifosate, dall’Europa arrivano le prime revoche per l’utilizzo.
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01 Settembre 2016


Con i decreti del 9 e del 16 agosto, il Ministero della Salute ha provveduto ad attuare le disposizioni della Commissione Europea riguardanti la revoca di alcuni impieghi per i prodotti contenenti glifosate, l’erbicida più diffuso al mondo.  

A partire dallo scorso 22 agosto dunque è vietato usare tali prodotti in aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, quali parchi, giardini, campi sportivi, aree ricreative, cortili, aree verdi all’interno di plessi scolastici, aree gioco per bambini e aree adiacenti alle strutture sanitarie. Saranno vietati anche in fase di pre-raccolta, al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura. È stato inoltre stabilito il divieto per l’utilizzo non agricolo su suoli contenenti una percentuale di sabbia superiore all’80%, al fine di preservare e proteggere le acque sotterranee.

Il decreto poi revoca l’autorizzazione alla messa in commercio di prodotti contenenti glifosate con il coformulante ammina di sego polietossilata: «Per i nostri agricoltori – ha detto Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – l’impatto di tali decreti non è così pesante. Occorrerà soltanto prestare attenzione ai prodotti che si andranno ad acquistare». Le imprese titolari delle autorizzazioni sono obbligate, entro il 20 settembre, a rietichettare i prodotti fitosanitari non ancora immessi in commercio, e a fornire ai rivenditori un facsimile delle nuove etichette per le confezioni dei prodotti giacenti presso gli esercizi di vendita. La commercializzazione e l’impiego delle scorte giacenti tuttavia è consentito con limiti temporali ben definiti. Entro tre mesi (ovvero entro il 22 novembre 2016) sarà possibile commercializzare e vendere i prodotti da parte dei titolari delle autorizzazioni e dei rivenditori e/o distributori autorizzati. Entro sei mesi invece (quindi entro il 22 febbraio 2017) sarà possibile usare i prodotti da parte degli utilizzatori finali.

I tempi concessi per lo smaltimento delle scorte però hanno dato il la a più di una polemica. Confagricoltura chiede tempi più lunghi: «L’Italia – prosegue Lasagna – ha predisposto scadenze troppo ristrette, che non consentiranno un corretto smaltimento delle scorte presenti nei magazzini dei commercianti e delle imprese agricole. Mi auguro dunque che si possa provvedere ad allungare i tempi, in linea con quanto fatto anche da altri paese dell’Unione Europea». Francia e Portogallo ad esempio hanno fissato come limite per lo smaltimento delle scorte il 31 dicembre 2017.

«Resta di difficile comprensione – aggiunge Lasagna – il motivo per il quale si vuole togliere dal mercato un prodotto previsto in alcune tipologie di coltivazione che l’Unione Europea sta incentivando, come l’agricoltura conservativa, per sostituirlo poi con erbicidi che avranno un costo più alto per gli utilizzatori finali e che potrebbero comportare un numero maggiore di trattamenti rispetto al glifosate».




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