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Nuove misure anticrisi dall’Ue, Lasagna: «Sono insufficienti».
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21 Luglio 2016


Lo scorso 18 luglio, durante il Consiglio dei ministri dell'Agricoltura dell'Unione europea, il commissario Phil Hogan ha presentato un nuovo pacchetto di aiuti per i settori in crisi, fortemente richiesto dall'Italia insieme a Francia, Spagna e Germania. Gli interventi, però, sono incentrati soprattutto sul lattiero-caseario e prevedono:

- 150 milioni di euro di finanziamento Ue per misure di riduzione volontaria della produzione di latte a livello europeo (aiuti diretti agli agricoltori, le cui modalità restano ancora da definire);
- 350 milioni di fondi Ue divisi in envelope nazionali (21 milioni per l'Italia) per misure strutturali volte a intervenire per ripristinare la liquidità delle aziende. La Commissione elenca una serie di possibili misure che però dovranno essere condizionate al mantenimento dell'equilibrio del mercato. Si tratta di interventi di sostegno alla liquidità delle aziende, con particolare riferimento ai piccoli agricoltori, di supporto al credito, di incentivazione all'aggregazione e a sistemi di qualità. Questi finanziamenti potranno essere rivolti anche a tutto il settore zootecnico ed essere raddoppiati con fondi nazionali, senza ricadere nell’ambito degli aiuti di Stato;
- la possibilità di un disaccoppiamento momentaneo degli aiuti accoppiati nel settore lattiero-caseario, dando la possibilità di continuare a percepire lo stesso livello di aiuto nel 2017 anche a fronte di una riduzione della mandria;
- l'estensione al febbraio 2017 dell'intervento e dell'ammasso privato per il latte scremato in polvere;
- la possibilità di anticipare i pagamenti Pac fino al 70% (85% per i pagamenti a superficie nello sviluppo rurale) al 16 ottobre, senza l'obbligo dei controlli on the spot;
- l'aumento (non ancora determinato nel suo ammontare) dei prezzi di ritiro per l'ortofrutta.

Non è stato invece dato seguito alla richiesta, reiterata da alcuni Paesi, di aumentare la soglia degli aiuti di Stato de minimis. I testi giuridici relativi alle misure Ue di riduzione dovrebbero essere presentati a breve agli esperti nazionali per entrare in vigore entro settembre.

«Apprezziamo lo sforzo della Commissione Ue – ha detto Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – ma potrebbe non bastare. Le misure prese, di fatto, ci sembrano insufficienti per far fronte alla crisi del settore e confidiamo in interventi strutturali,  non solo per il settore lattiero-caseario, ma anche per suinicoltura e cerealicoltura. Francamente, riteniamo paradossale togliere le quote latte per poi dare incentivi per ridurre la produzione».
 
 



Confagricoltura Mantova, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova, Unione europea



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