COSTRUIAMO
UN FUTURO
FERTILE



A A A

I consumi di carne degli italiani sono sostenibili, lo dice la Clessidra ambientale.
News e comunicati ^
 
30 Giugno 2016


«Il sensazionalismo è pratica diffusa, ormai. Quando l'Oms ha bollato come cancerogene le carni rosse non si parlava d’altro. Poco importa se a rimetterci è stato, ingiustamente, un comparto sano, fatto di lavoratori onesti. Ma ora che il Parlamento europeo ha presentato il rapporto 2016 sulla sostenibilità delle carni e confermato che il sistema zootecnico e l’alimentazione italiana sono modelli virtuosi, la notizia è passata quasi inosservata. Perché?». Una domanda lecita quella avanzata da Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova e Lombardia, all’indomani della diffusione di uno studio che analizza dettagliatamente i punti di forza e i progressi alla base del sistema produttivo delle carni italiane, spesso bersaglio di forti attacchi mediatici. 

Insomma, consumare carne non è poi così insostenibile come si dice. Soprattutto se si considera il contesto italiano, molto più equilibrato e meno impattante di quelli nordamericano o nordeuropeo. Lo dice la Clessidra ambientale, un’innovativa rappresentazione grafica promossa dalle principali associazioni italiane degli industriali delle carni - Assica, Assocarni e UnaItalia -  da cui si evince che, seguendo un modello alimentare corretto come quello della dieta mediterranea, l'impatto medio del consumo di carne risulta allineato a quello di altri alimenti. Il messaggio lanciato al di fuori dei confini italiani, al Parlamento europeo di Bruxelles, in presenza dei parlamentari Ue Paolo De Castro e Giovanni La Via, è chiaro: la produzione e il consumo di carne possono essere sostenibili, sia per la salute che per l’ambiente. È stato lo stesso De Castro a dichiarare che «il modello produttivo delle filiere zootecniche, soprattutto italiane, si avvicina molto a un modello di economia circolare ormai al centro delle politiche ambientali europee che ha come fulcro la sostenibilità del sistema, con sempre meno prodotti di scarto e il riutilizzo costante delle materie prime».

La Clessidra ambientale, in sintesi, è il fulcro di studio intitolato “La sostenibilità delle carni in Italia” e non lascia spazio a molte obiezioni: i cibi più impattanti a livello ambientale sono anche quelli consumati in minori quantità, e con il maggiore valore nutrizionale. In effetti, in una dieta equilibrata, nessuno mangia le stesse quantità di carne e di verdure. Se della prima le principali linee guida nutrizionali consigliano un consumo di 450 grammi alla settimana, per le seconde si parla invece di 5.650 grammi, 12 volte di più.

«Il risultato di questo studio, finalmente, incoraggia un nuovo approccio che si fonda sull’impatto di un alimento in base alle quantità realmente consumate. Questo ribaltamento di prospettiva – conclude Lasagna – è interessante e scagiona le nostri carni da accuse gravissime e inaccettabili». 
 




Confagricoltura Mantova, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova



precedente: Nasce il pane made in Mantova, sottoscritto l’accordo fra tutti i soggetti della filiera.
successivo: L' Agricoltura Mantovana n° 13 del 04 Luglio 2016


Internet partner: Omega-Net
[www.omeganet.it]

Art direction by: Fachiro Strategic Design
[www.fachiro.com]