COSTRUIAMO
UN FUTURO
FERTILE



A A A

Sul cibo troppa disinformazione, Confagricoltura punta su una comunicazione più efficace.
News e comunicati ^
 
03 Maggio 2016


«La zucca soffre come noi perché siamo parti di un tutto», recita Crozza nei panni dello chef vegano. E ancora: «Non lavo le verdure per rispetto, magari non hanno voglia di fare il bagnetto». Parte dal provocatorio sketch andato in onda qualche tempo fa durante una puntata di Crozza nel paese delle meraviglie l’assemblea generale di Confagricoltura Mantova, in una sala di Manto gremitissima e riaperta al pubblico per la prima volta dopo il terremoto del 2012. Ma l’ironia cede presto il passo a un vivace dibattito finalizzato a capire come e perché la fiducia dei consumatori sta cambiando a discapito di prodotti come la carne, il latte, le uova. Baluardi di una dieta mediterranea che mai come in questo momento storico è stata accusata di non giovare alla salute, complici le mode salutistiche degli ultimi anni e un marketing spietato a favore di prodotti vegetariani e vegani. «Non stiamo ostacolando, anzi assecondiamo quotidianamente i cambiamenti delle abitudini alimentari dei consumatori – ha esordito Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – ma investire in nuove colture non vuol dire dimenticare le difficoltà di quelle filiere tradizionali che vantano produzioni di altissima qualità. La nostra è una provincia dalla vocazione spiccatamente zootecnica e non possiamo tacere davanti a tanta disinformazione». Ne hanno discusso ampiamente, oltre a Lasagna, Dario Bressanini del dipartimento di Scienza e Alta tecnologia dell’Università di Como; la giornalista scientifica Beatrice Mautino; Mario Guidi, presidente nazionale di Confagricoltura; Gianni Fava, assessore regionale all’Agricoltura; Herbert Dorfmann, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo e Giovanni Buvoli, vicesindaco di Mantova. Questa la domanda che ha animato il dibattito: cosa si può fare per sradicare l’idea che esistono cibi più naturali, e quindi sani, di altri?
Per Dario Bressanini e Beatrice Mautino, scienziati nonché vincitori del premio ‘L’Agricoltura mantovana’, è davvero ora di abbandonare la visione bucolica che molti hanno dell’agricoltura perché nulla di quello che coltiviamo e mangiamo è naturale. Non lo sono il mais e le patate, così come il pomodoro di San Marzano, l’uva, la zucca. «Consumiamo più di 3mila varietà di pesche e mele geneticamente modificate, per non parlare del riso – ha spiegato Bressanini – Il problema è che è in atto una battaglia prettamente politica, ma la comunicazione non può essere lasciata in mano a chi ha interessi diversi da quelli del mondo agricolo». «Personalmente – ha aggiunto Mautino – credo che in un futuro immediato sarà fondamentale una sinergia sempre più forte tra agricoltori e scienziati perché noi, per lavorare bene, dobbiamo sapere esattamente di cosa hanno bisogno gli operatori del settore». E proprio sull’innovazione tecnologica si è concentrato l’intervento di Dorfmann, secondo cui sarebbe opportuno spostare almeno il 10% delle risorse della Pac sul Psr per favorire la ricerca nel settore primario.
Per Fava, che ha ricordato che la Lombardia era la prima regione agroalimentare d’Europa prima dell’Aquitania, «quello che manca è una consapevolezza di filiera». Più duro Mario Guidi, leader di Confagricoltura nazionale: «Purtroppo vedo il sistema peggiorare gradualmente, non siamo neanche a conoscenza delle nostre potenzialità. Dal mio punto di vista, dovremmo avere il coraggio di utilizzare una parte delle risorse destinate all’agricoltura per comunicare meglio cosa facciamo e promuovere davvero i nostri prodotti. Il problema più grande, però, è che non sappiamo ragionare con la nostra testa. Pensiamo al glifosato: per l'Efsa è improbabile che sia cancerogeno, ma la gente non ci crede. Ha paura. Non costruiremo mai un Paese migliore se continueremo ad abboccare a tutto quello che scrivono i giornali. E gli Ogm? Tutti sono convinti che, coltivandoli, ci consegneremmo alle multinazionali. Ma la verità è che oggi, in Italia, non c’è maiscoltore che non utilizzi il seme delle multinazionali. Di cosa stiamo parlando? Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare, quindi sull’agroalimentare serve una decisione precisa. Confagricoltura è al fianco delle istituzioni per individuare la direzione giusta da prendere nell’interesse degli imprenditori e, in senso più largo, di un unico piano di sviluppo della nostra società».




Assemblea Confagricoltura Mantova, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova, Mario Guidi



precedente: Rifiuti, semplificazioni e novità per gli agricoltori.
successivo: Prezzi rilevati in Borsa Merci.


Internet partner: Omega-Net
[www.omeganet.it]

Art direction by: Fachiro Strategic Design
[www.fachiro.com]