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Latte, moratoria di trenta mesi per salvare il settore.
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22 Marzo 2016


Moratoria di trenta mesi per i debiti bancari degli allevatori italiani: è quanto stabilito dal protocollo d'intesa firmato per rilanciare il lattiero caseario. Lo hanno annunciato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina e il presidente dell'Abi Antonio Patuelli. «Servono risposte nuove - ha dichiarato Martina - a una delle più forti crisi strutturali del settore lattiero europeo. L'accordo per la moratoria per due anni e mezzo è un passo concreto».

«Le imprese che non accedono ai benefici del Fondo Latte, anche di altri comparti del settore agroalimentare - precisa il Mipaaf - possono ottenere la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo, secondo quanto previsto dall'accordo per il credito 2015, o alle condizioni migliorative che sono in via di definizione da parte del Mipaaf con le singole banche». «Si tratta di un'azione che rafforza l'operatività del nostro Fondo latte da 50 milioni di euro provando ad aiutare un settore strategico - ha sottolineato Martina -  Ora lavoriamo perché gli istituti di credito possano offrire condizioni ancora migliori. L'Italia porta avanti il suo impegno quotidiano per il comparto perché c'è bisogno di risolvere questioni mai affrontate anche a livello europeo». «È una delle iniziative comuni per favorire la ripresa nel nuovo contesto competitivo», ha aggiunto il presidente dell'Abi Antonio Patuelli. Un tavolo tecnico definirà le modalità di trasformazione dell'attuale garanzia sussidiaria Ismea in uno strumento di mitigazione del rischio di credito.

«Finalmente una risposta alle nostre sollecitazioni – ha commentato Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – Da tanto, troppo tempo denunciamo le criticità di un settore i cui operatori sono costretti a lavorare al di sotto dei costi di produzione. Ora, però, non permetteremo che l’industria continui a non riconoscere alcun valore aggiunto alla nostra produzione in relazione al suo standard qualitativo e al suo possibile utilizzo per produzioni di pregio a marchio DOP. A questo proposito, pur comprendendo le difficoltà che attanagliano il lattiero caseario e le dinamiche dei mercati europei di riferimento, non siamo affatto soddisfatti dell’ultima proposta formulata da Italatte per il contratto di fornitura del latte per la nuova campagna produttiva». Diversi, per Lasagna, i punti di debolezza dell’offerta, a partire da «uno spread, rispetto al prezzo base definito in riferimento al mercato Ue 28, che corrisponde sostanzialmente al costo del trasporto del prodotto di importazione. Inaccettabile».




Confagricoltura Mantova, Latte



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