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Dimissioni online, tutte le novità.
News e comunicati ^
 
09 Marzo 2016


 
Dal 12 marzo i dipendenti a tempo indeterminato e determinato (operai e impiegati) devono comunicare le proprie dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro per via telematica. Dimissioni rassegnate con modalità diverse sono inefficaci. Vediamo cosa prevedono, nel dettaglio, le nuove disposizioni:

1. la trasmissione del modulo viene effettuata direttamente dal lavoratore che può delegare questa incombenza a dei soggetti abilitati: patronati, organizzazioni sindacali,  enti bilaterali e commissioni di certificazione.

2. Il modulo, una volta compilato, viene inviato all’indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) del datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente.

3. Il lavoratore ha diritto, nei sette giorni successivi alla trasmissione del modulo, al “ripensamento” attraverso la revoca delle dimissioni o della risoluzione consensuale. In questo caso,  il rapporto di lavoro si riattiva dal giorno successivo alla comunicazione di revoca non maturando nulla per il periodo di interruzione.

4. Un lavoratore - qualora volesse provvedere autonomamente a comunicare le sue dimissioni - dovrà registrarsi sul sito cliclavoro.gov.it (Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali); registrarsi al sito dell’INPS e avere un PIN personale; compilare un modello telematico con i propri dati, quelli del datore di lavoro e i dati del rapporto di lavoro. E inviare il tutto telematicamente.

5. Il soggetto finalizzato ad accertare e irrogare la sanzione amministrativa, in caso di alterazione dei moduli da parte del datore di lavoro, è la competente Direzione territoriale del lavoro. La sanzione è compresa tra i 5.000 e 30.000 euro, ferma restando l’ipotesi che il fatto non costituisca reato.
 
La nuova procedura non è applicabile al lavoro domestico e alle dimissioni o risoluzioni consensuali avvenute davanti alla commissione di conciliazione istituita presso la Direzione territoriale del lavoro, in sede sindacale, davanti alle commissioni di certificazione e in sede giudiziale.
Infine, restano escluse dalle nuove disposizioni le dimissioni presentate durante il periodo in cui vige il principio del divieto di licenziamento (es. per la madre fino al compimento dell’anno di età del bambino, per il padre qualora abbia usufruito del periodo garantito in sostituzione della moglie, fino a un anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione). In questi casi le dimissioni vanno convalidate davanti al personale della Direzione territoriale del lavoro.
 





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