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Tempi troppo stretti per la ricostruzione post sisma, chiesta una proroga.
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25 Gennaio 2016


Le associazioni del mondo economico mantovano e i rappresentanti dei Comuni colpiti dal terremoto del 2012 si sono incontrati nella sede provinciale di Regione Lombardia per fare il punto sulla ricostruzione. Alla riunione, convocata dalla consigliera regionale Annalisa Baroni che ha la delega del governatore Maroni per gestire l’emergenza a Mantova, ha partecipato anche Roberto Cerretti, commissario delegato per l’emergenza sisma nonché addetto all’attuazione del programma di ricostruzione sul territorio.

È stato illustrato il quadro relativo ai fondi disponibili: un anno fa, su un danno stimato in un miliardo di euro, mancavano 550 milioni. Poi con i 205 milioni stanziati dal premier Renzi a giugno, di cui 65 già versati la scorsa estate e 140 arrivati a dicembre, e con i recenti 100 milioni messi a disposizione con la legge di Stabilità dal governo (che la Regione intende anticipare per rendere più celeri i contributi a privati e imprese), il gap si riduce a circa 150 milioni, gravando soprattutto sul capitolo delle abitazioni civili perché per le attività produttive la copertura finanziaria è quasi totale.

Il vero problema per le imprese agricole sono i tempi dettati dall’Ue: entro il 29 maggio 2017 le spese e i contributi stanziati dalla Regione devono essere rendicontati, trattandosi di aiuti di Stato. E il Pirellone ha fissato al 30 settembre 2016 il termine per la chiusura lavori da parte delle imprese agricole. Malgrado la Regione abbia dato precedenza alle richieste di aiuto presentate dalle imprese del settore primario, il timore è che una parte delle 400 aziende agricole che hanno fatto domanda per avere i contributi non riesca a finire i lavori entro settembre.

Per evitare che questo accada – sono circa sessanta le aziende agricole che potrebbero non terminare i lavori in tempo – la Lombardia, insieme all’Emilia Romagna, ha chiesto a novembre al ministro Martina di presentare alla commissione europea una nuova richiesta di proroga dei termini (la seconda dopo quella accolta ad inizio 2015), al 31 dicembre 2018. A dicembre, il ministro ha inoltrato formalmente la richiesta alla commissione che ora dovrà decidere. Si spera che i recenti attriti tra Roma e Bruxelles non pregiudichino l’accoglimento dell’istanza. I tempi previsti per la risposta purtroppo non sono brevi e bisognerà aspettare la prossima primavera.




Confagricoltura Mantova, Ministro dell'Agricoltura, Terremoto



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