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Canapa, tutti i pro di una pianta rustica. Per Confagricoltura รจ ora di rilanciarla.
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16 Settembre 2015


Sostenibile dal punto di vista ambientale, economicamente interessante e dai molteplici utilizzi, la canapa - solo 1.300 ettari coltivati in Italia nel 2014 – promette scenari stimolanti per l’agricoltura. Delle opportunità legate ai suoi impieghi e sviluppi si è parlato durante un convegno che si è tenuto nella sede provinciale di Confagricoltura. Promotrice dell’iniziativa – insieme a Confagricoltura – l’azienda KDM di Mantova, società di imprenditori che intende potenziarne la diffusione.

Ma se economicamente questa coltura, grazie alla rusticità della pianta e alla bassa richiesta di mezzi tecnici, potrebbe fornire redditi interessanti – seme e paglia garantirebbero, secondo KDM, circa 1.400 euro di ricavi netti per ettaro – la sua diffusione è limitata da una legislazione datata 1937, che ne regolava l’utilizzo in funzione del contenuto di cannabinoli. «Per questi motivi – ha detto Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Lombardia – la canapa sarebbe un’importante alternativa colturale per un settore in crisi, ma prima è necessario cambiare il quadro normativo rendendolo più sicuro per i potenziali coltivatori, alle prese con controlli e limitazioni di ogni tipo. Regione Lombardia – ha sottolineato Fava – è pronta a sostenerne la coltivazione mediante le misure agroambientali del programma di sviluppo rurale, ma occorre che la canapa sia considerata alla stregua di qualsiasi altra coltura».

Sostenere e promuovere la coltivazione della canapa è il contenuto di un norma ancora da approvare che giace alla Camera. Giorgio Zanin, componente della XIII commissione Agricoltura ha spiegato come il progetto di legge, sostenuto da varie forze politiche, sia in dirittura d’arrivo. «La futura legge – ha precisato Zanin – consentirà di coltivare la Canapa sativa senza necessità di autorizzazione preventiva, fissando valori massimi di THC (tetraidrocannabinolo) del tutto tranquilli per i coltivatori. Il progetto di legge prevede anche incentivi economici a sostegno della coltivazione, come anche azioni di formazione per gli operatori della filiera. Serve comunque una revisione del testo unico sulle sostanze stupefacenti, garanzia essenziale per i coltivatori e per gli utilizzatori».

Ma perché è importante, oggi, rilanciare la coltura della canapa, che solo 70 anni faceva del nostro Paese il secondo produttore al mondo? «Si tratta di una specie vegetale – ha spiegato Nicoletta Ravasio, ricercatrice del CNR – utilizzabile integralmente, una sorta di maiale verde. Quindi una pianta che, dall’utilizzo di semi e steli, può dare origine ad olio, utilizzabile come biocarburante; a panelli di estrazione, ottimi come base per prodotti di nutraceutica e come alimenti zootecnici ricchi di proteine; a fibra, dagli svariati impieghi, tra cui bioedilizia e industria delle automobili. Insomma – ha chiuso Ravasi – una pianta rustica con poche esigenze idriche e nutritive e di cui non si butta via niente».
 





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