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Contro natura, dai pregiudizi alla verità sul cibo delle nostre tavole.
News e comunicati ^
 
14 Settembre 2015


Sono naturali i cibi che mettiamo in tavola ogni giorno? Falso, parola di Dario Bressanini, chimico, divulgatore e insegnante universitario e di Beatrice Mautino, biotecnologa e giornalista, che hanno ribadito il concetto nella loro ultima fatica letteraria dal titolo: “Contro Natura. Dagli ogm al bio, falsi allarmi e verità nascoste che portiamo in tavola”.

La presentazione del volume in occasione della Fiera Millenaria di Gonzaga, organizzata sabato 12 settembre da Confagricoltura Mantova, con l’intervento del direttore di Confagricoltura nazionale, Luigi Mastrobuono in qualità di moderatore, è stata l’occasione per approfondire la tematica dell’origine degli alimenti, oggi resa fuorviante da dalla cultura proposta dalla pubblicità che passa sui media, secondo cui è possibile distinguere fra cibi naturali, che fanno bene, e quelli manipolati, che possono essere pericolosi per la salute. Ma per Dario Bressanini «nessun alimento che troviamo sui banchi dei mercati può essere considerato naturale, perché tutto è modificato dall’uomo. E il consumatore sa ben poco di quello che mangia, fidandosi dei messaggi pubblicitari. E così - ha proseguito Bressanini - anche il concetto secondo cui un alimento considerato antico è buono, e quanto è moderno fa male, è da sfatare, perché non troveremo mai nulla di antico sulle nostre tavole. Al massimo, cuciniamo risotti prodotti con varietà Carnaroli e Vialone nano, che sono vecchie di alcuni decenni, ma comunque modificati dalla selezione genetica operata dall’uomo».

Sono numerosi, secondo gli autori, gli esempi di alimenti che si sono originati da mutazioni genetiche casuali o indotte. Beatrice Mautino ha portato l’esempio delle carote. «L’ortaggio – ha affermato la giornalista – era in origine di colore viola-marrone così come si è originato in Afghanistan. E ciò fino al sedicesimo secolo, quando una mutazione naturale sviluppò in un campo olandese una forma arancione, come la conosciamo oggi. Da allora – ha proseguito – Mautino, le carote sono state selezionate e coltivate solo di colore arancione, anche se oggi sui banchi di alcuni supermercati ne compaiono di colore viola, guardate con sospetto dai consumatori che le ritengono frutto di una modificazione ogm dell’uomo».
Ma proprio sugli ogm il libro di Bressanini e Mautino opera una profonda analisi, senza schierarsi né pro né contro. «A noi interessa sapere che l’assurda normativa italiana vieta anche la ricerca e l’utilizzo di vegetali che potrebbero essere utili – ha raccontato Bressanini - come la mela ottenuta dal professor Silviero Sansavini, resistente alla ticchiolatura, che potrebbe ridurre sensibilmente, se si potesse utilizzare, l’impiego di fitofarmaci nei frutteti. Invece – ha concluso il chimico divulgatore – il fatto di essere stata ottenuta spostando un gene, quello della resistenza, da una pianta selvatica a una coltivata, rende la varietà fuori legge, con buona pace della sostenibilità della filiera, anche quella bio, che continua ad utilizzare decine di trattamenti ogni anno».

Dello stesso parere Lorenzo Berlendis, vicepresidente di Slow Food Italia. «Mettere veti alla ricerca, soprattutto pubblica – ha affermato l’esponente di Slow Food -, è un errore di tipo culturale che va contro  gli interessi di tutti, compresi i consumatori». Per Berlendis «non deve interessare se un alimento è antico, oppure locale, o ancora arcaico. Ciò che deve interessare i consumatori sono, oltre che la qualità del cibo, i luoghi, i tempi e le persone che hanno prodotto quell’alimento e questi aspetti andrebbero introdotti nelle etichette degli alimenti».

In definitiva, il libro, edito da Rizzoli, vuole essere uno spunto di riflessione con l’obiettivo di analizzare senza pregiudizi le storie degli alimenti che oggi abbondano sulle nostre tavole. L’evento è stato riproposto anche il giorno successivo al Festivaletteratura, promosso sempre da Confagricoltura Mantova, con l’intervento oltre che di Dario Bressanini, anche dell’agronomo Riccardo Bocci, presentati dalla giornalista scientifica Silvia Bencinelli.
 
 
 



Beatrice Mautino, Dario Bressanini, Lorenzo Berlendis



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