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Confagri bacchetta la Brambilla: «Sulle nutrie serve oggettività, solidarietà a Torchio».
News e comunicati ^
 
25 Febbraio 2015


Michela Vittoria Brambilla.
Michela Vittoria Brambilla.
«Non sarà una foto strumentale di Michela Brambilla con una nutria in braccio a fermare la nostra battaglia contro questo roditore, né l’atteggiamento di certi animalisti che non hanno idea dell’entità dei danni che provoca agli agricoltori. Manifestiamo solidarietà al sindaco di Bozzolo, Giuseppe Torchio, firmatario dell’ordinanza che dà il via libera all’abbattimento delle nutrie e invitiamo gli altri sindaci a seguire il suo esempio». Così Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova, ribadisce la determinazione della sua organizzazione a risolvere una volta per tutte una delle questioni più spinose per gli operatori del settore, dopo che l’associazione cremonese "Amici della nutria" ha denunciato Torchio per aver dato il via libera alla caccia. «Agli animalisti – continua Lasagna – chiediamo di avere un approccio razionale a questa emergenza e di mettersi nei panni di quegli agricoltori che vedono il lavoro di una vita devastato dalle nutrie. La Brambilla critica chi definisce le nutrie nocive, ma di fatto danneggiano campi e prodotti che servono a soddisfare il fabbisogno di cibo. Senza dimenticare che il problema non riguarda solo chi lavora in campagna. Le nutrie provocano l’erosione degli argini dei canali, trasmettono infezioni pericolose come la leptospirosi, rendono necessari lavori imprevisti e onerosi per garantire l’incolumità degli automobilisti e di chi percorre gli argini dei corsi d'acqua. Non a caso, Confagricoltura Mantova ha lanciato una petizione per il suo inserimento nell’elenco delle specie cacciabili».

Da Confagri ricordano che ogni nutria può arrivare a consumare ben due chili e mezzo di prodotto fresco al giorno. E non solo. Studi recenti, promossi dalla Regione in collaborazione con l’università di Pavia, indicano per la Lombardia una popolazione di roditori compresa fra i 2,2 e i 3,5 milioni di esemplari, con una densità media di animali pari a 1,3 – 3,3 nutrie per ettaro, a fronte di catture annue che non superano quota 150mila. Solo nel Mantovano, le stime parlano di un numero che oscilla fra i 90mila e i 300mila esemplari. Per non parlare dei danni: ammontano a circa due milioni quelli denunciati dagli agricoltori negli ultimi otto anni, «anche se molti – spiega il direttore di Confagricoltura Mantova, Daniele Sfulcini – visto l’irrisorio indennizzo, hanno rinunciato da tempo a presentare le istanze di risarcimento alle Province. Senza contare i danni alle infrastrutture, come cedimenti di fossi, canali e banchine stradali, che i consorzi di bonifica stimano in alcuni milioni di euro l’anno». 

«La legge anti nutrie varata dalla Regione, che si pone come obiettivo l’eradicazione del roditore dal territorio lombardo, ha rappresentato una svolta in una partita fondamentale per il mondo agricolo – conclude Lasagna – Cedere alle intimidazioni degli animalisti, ora, significherebbe fare un passo indietro, ai danni di una categoria che lavora duramente per provvedere al bisogno di cibo. Il punto è che spesso chi fa ostruzionismo perde di vista la realtà, ma i problemi causati dalle nutrie sono evidenti e continuare a negarli è da irresponsabili».     
 





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