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Cinquecento mantovani a Brescia contro Imu e burocrazia. Lasagna: «L’unità del mondo agricolo è qui».
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18 Febbraio 2015


I trattori in partenza verso piazza della Vittoria.
I trattori in partenza verso piazza della Vittoria.
Un tripudio di bandiere biancoverdi firmate Confagricoltura ha invaso Brescia, sede della protesta di Agrinsieme: il coordinamento che riunisce sotto un’unica sigla Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane. Una mobilitazione di respiro nazionale che ha richiamato in piazza della Vittoria circa 5mila imprenditori agricoli di tutta la Lombardia, fra cui 500 mantovani, ma anche delegazioni provenienti da Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Sette gli autobus partiti da Mantova e provincia, oltre a molte auto, per rivendicare giustizia contro un governo sordo e indifferente alle istanze di un settore trainante per l’economia dell’intero Paese. 

Diversi i motivi alla base della manifestazione: un carico burocratico ormai asfissiante che pesa come un macigno sulle imprese; il bisogno di un avvio rapido della nuova programmazione rurale per sostenere l'ammodernamento e l'innovazione; un accordo su un prezzo del latte alla stalla che riconosca il lavoro degli allevatori; quotazioni più eque per il mais italiano, perché è inammissibile che venga pagato meno di quello estero.

Applauditissimo l’intervento di Matteo Lasagna, presidente provinciale e regionale di Confagri, che ha infiammato la piazza con parole durissime verso il governo e i sindacati: «Questa – ha esordito – è solo la prima di tante manifestazioni. E protestiamo anche per quelli che mancano, perché l’unità del mondo agricolo è qui ed è sotto la bandiera di Agrinsieme. Chi ha lavorato contro l’unità sindacale, ha dimostrato di aver agito solo per interesse e allora non meravigliamoci se a un certo punto il governo ci ha punito in maniera esemplare, un esempio su tutti è quello dell’Imu. Ma anche della Programmazione dello sviluppo rurale, che sembra l’ultimo baluardo di finanziamento delle imprese. Riconosciamo l’impegno dell’assessore Fava in questo senso, ma abbiamo già perso il Psr 2014 e perderemo anche quello del 2015. Tutto questo è inammissibile».

Forti le critiche rivolte da Lasagna a un’applicazione della direttiva nitrati che penalizza le aziende zootecniche; a un piano fitosanitario nazionale che crea gravi problemi nella gestione agronomica di molte coltivazioni, alle dinamiche negative dei mercati di alcune delle nostre produzioni più rilevanti: latte e carni suine in primis. «Per colpa di tanta inutile burocrazia – ha aggiunto il leader di Confagricoltura – ogni giorno siamo costretti a compilare diciotto registi e se non lo facciamo rischiamo multe e condanne alla stregua dei peggiori delinquenti, lasciati liberi. Mentre il governo si diverte a cambiare le carte in tavola e a mutare i termini di accordi già sottoscritti. Ma oggi non siamo qui solo per protestare, vogliamo proporre miglioramenti a tutti i comparti produttivi. Il prezzo del latte deve tornare a 44 centesimi, il nostro mais non può costare 15 euro al quintale». 

«Oggi – ha concluso Lasagna – portiamo in piazza le chiavi delle nostre imprese, in molti casi già affittuarie delle banche, che tanti fra noi saranno costretti a chiudere. E non solo perché non riusciamo a più coprire i costi di produzione, ma anche perché la burocrazia ci sta soffocando. E noi non facciamo come le grandi industrie che delocalizzano, perché le nostre terre sono qui e noi siamo il made in Italy. Ma vogliamo credere che usciremo vincitori da questa crisi, non a caso abbiamo scelto questa piazza che diventerà il nostro simbolo e che si chiama piazza della Vittoria».
Segnali di ottimismo anche dal presidente nazionale di Confagricoltura, Mario Guidi, che ha garantito battaglia: «Non intendo arrendermi, mai. Combatterò con il vostro aiuto fino a quando non diventeremo un paese normale dal punto di vista agricolo. Riguardo l’Imu, la nostra priorità sarà toglierla perché non c’è agricoltura senza terreni e, in questo caso, non si può equiparare il nostro comparto ad altri settori produttivi. Inoltre – ha concluso – vi prometto che avrete il pagamento della prima trance dei contributi  Pac a giugno». 

Da Confagricoltura Mantova un ringraziamento a quanti, da più parti, hanno aderito alla manifestazione. Un segnale di unità importante, al di là degli interessi specifici delle diverse regioni scese in piazza.  





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