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Riforma Pac, al varo una nuova circolare ministeriale.
News e comunicati ^
 
16 Gennaio 2015


Si informa che il ministero delle Politiche Agricole ha emesso una nuova bozza di decreto ministeriale che dovrebbe recepire ulteriormente la riforma della PAC in Italia, dopo la pubblicazione di un primo DM del 18 novembre 2014. Di seguito, si forniscono alcuni punti salienti della nuova versione di bozza, specificando che alcune novità (vedi agricoltore attivo) non sono state discusse con le organizzazioni agricole.

Agricoltore attivo.
E’ previsto che qualora il beneficiario non sia iscritto all’INPS come CD o IAP e abbia una partita IVA con codici Ateco anche relativi ad attività non agricole, il requisito di agricoltore attivo si dimostri se ricorre una delle seguenti ipotesi:
  • avere pagamenti diretti pari almeno al 5% dei ricavi delle attività non agricole;
  • avere ricavi agricoli pari almeno ad un terzo dei ricavi complessivi;
  • nel caso di società, avere nella ragione/denominazione sociale l’indicazione di “società agricola”.
Ricognizione preventiva.
Agea Coordinamento provvederà a pubblicare, entro il 15 aprile 2015, l’elenco dei potenziali beneficiari per l’aiuto 2015, che sarà messo a disposizione degli organismi pagatori. Sempre entro tale data, le potenziali superfici ammissibili ai fini dell’assegnazione e dell’attivazione dei nuovi diritti all’aiuto saranno classificate e individuate a GIS a cura di Agea Coordinamento.

Valore iniziale dei diritti all’aiuto.
Viene specificato che, per gli agricoltori che non hanno percepito premi nel 2014, ma che sono in grado di dimostrare di avere svolto un’attività agricola nel corso del 2013 (es. produttori ortofrutticoli, vivaisti, ecc.), nell’anno 2015 avranno un valore iniziale dei diritti all’iuto pari ad almeno un quinto del valore medio nazionale (che potrebbe essere pari a 180-190 euro/ha). In seguito, il valore è innalzato verso il valore medio entro il 2019, per effetto della convergenza parziale.

Greening. Piano colturale e diversificazione colture.
E’ previsto che il piano colturale, al fine di effettuare la verifica riguardo la diversificazione dei seminativi disposta dal greening, contenga anche le seguenti informazioni: genere, specie ed epoca di semina delle colture.

Terreni a riposo.
I terreni lasciati a riposo possono essere: privi di vegetazione, oppure coperti da vegetazione spontanea, oppure seminati con piante da sovesciare. Nel caso i terreni lasciati a riposo siano compresi in Zone a protezione speciale (ZPS) oppure siano utilizzati come aree ad interesse ecologico per il greening, è vietato lo sfalcio ed ogni altra operazione colturale sui terreni nel periodo compreso fra il 1° marzo e il 31 luglio di ogni anno.

Aree ad interesse ecologico.
La coltivazione delle colture azotofissatrici ai fini della creazione delle aree ad interesse ecologico sarebbe consentita anche sui terreni vulnerabili ai nitrati, ad eccezione di una fascia di almeno 10 metri dal ciglio di sponda dei corpi idrici individuati dalle Regioni (gli stessi previsti per le fasce tampone di cui alla condizionalità) e di una fascia di almeno 5 metri dal ciglio di sponda dei restanti corsi d’acqua. Tale previsione di distanze minime è stata criticata da Confagricoltura che ne ha chiesto la soppressione.

Foraggere e greening.
Il Ministero prevede che per ottenere le deroghe dall’applicazione della diversificazione dei seminativi e dalla creazione delle aree ad interesse ecologico, previste qualora la superficie a seminativi aziendale sia rappresentata da almeno il 75% di foraggere (a patto che la superficie a seminativo rimanente non superi i 30 ettari), le foraggere siano rappresentate da piante erbacee da foraggio di non bene precisata natura. A tal fine, a scanso di equivoci, Confagricoltura ha chiesto la definizione di un elenco puntuale di piante erbacee da foraggio che consentano l’applicazione delle deroghe quando previste. Sembrerebbe comunque che le piante annuali da foraggio come la loiessa/loietto non siano previste, mentre lo sia l’erba medica. E’ necessario però attendere chiarimenti ufficiali.

Pascoli permanenti.
Verrebbe prevista l’abrogazione delle disposizioni per i pascoli permanenti posti ad altitudine superiore a 600 metri e per i pascoli magri, già ufficializzate con il DM del 18 novembre 2014, che introducevano una riduzione dell’80% del numero dei diritti all’aiuto in sede di assegnazione titoli in domanda unica 2015 per tale tipologia di pascoli.

Trasferimento dei diritti senza terra.
La nuova bozza ministeriale prevede la trattenuta del 30% del valore dei diritti trasferiti senza terra, che viene riversata nella riserva nazionale.
Si precisa che il testo del nuovo decreto ministeriale, che secondo i piani del Ministero doveva essere approvato prima del 31 dicembre 2014, è ancora in bozza e si prevede la sua approvazione entro gennaio.




Confagricoltura Mantova, Riforma Pac 2014



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