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Legge di Stabilità, pro e contro per il settore agricolo.
News e comunicati ^
 
29 Ottobre 2014


La legge di Stabilità ha già iniziato il suo iter parlamentare. È una manovra complessa che presenta punti positivi, ma anche critici per quanto riguarda il settore primario.

- Riduzione del costo del lavoro: è stata introdotta la piena deducibilità della base imponibile dell’IRAP del costo del lavoro per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Un provvedimento indubbiamente significativo, ma poco soddisfacente per un comparto, quello agricolo, in cui la maggior parte dei contratti è a tempo determinato. 

- Azzeramento contributi sociali: è previsto l’azzeramento dei contributi sociali a carico del datore di lavoro per i primi tre anni (2015 - 2017), per i neoassunti nel 2015 con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, nel limite massimo di 6200 euro su base annua. Anche questo è un provvedimento sicuramente positivo, volto a incentivare l’assunzione a tempo indeterminato e ridurre il precariato, ma il mondo agricolo ne resta escluso per lo stesso motivo della misura precedente (in agricoltura si ricorre prevalentemente alla forma contrattuale del tempo determinato).

- Sgravi contributivi per i datori di lavoro: viene riconosciuto l’esonero per tre anni dai contributi previdenziali (INPS) per i datori che assumano con contratto a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015. Limitando, anche in questo caso, l’agevolazione ai soli contratti a tempo indeterminato, si escludono automaticamente dal beneficio i datori di lavoro agricolo.

- Agevolazioni da cui i datori di lavoro agricolo sono esclusi: altro punto che lascia perplessi, è il fatto che il disegno di legge di Stabilità, contestualmente alla previsione del nuovo esonero per l’assunzione, sembrerebbe escludere l’applicazione di un altro incentivo esistente: lo sgravio dei contributi previdenziali riconosciuto dalla legge n.407/1990 anche ai datori di lavoro agricolo. Questi ultimi, dunque, si troverebbero esclusi da qualsiasi forma di incentivo per le assunzioni a tempo indeterminato, fatte salve le previsioni (non ancora operative) di #campolibero (ma solo per i giovani).
 
- Incentivi per ricerca e sviluppo: positiva è la scelta di riconoscere a tutte le imprese che fanno investimenti in attività di ricerca e sviluppo - a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019 - un credito di imposta nella misura del 25% delle spese sostenute in eccedenza, rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. Questa agevolazione riguarda tutte le imprese, anche quelle agricole.
 
- Tagli a ministeri: buona parte delle risorse per arrivare alla copertura dei 36 miliardi previsti dalla manovra derivano per ben 15 miliardi dalla spending review, in particolare dalla riduzione delle spese dell’apparato pubblico: ministeri, regioni, comuni. Per quanto riguarda i primi, sono previsti tagli con un impatto di 2,5 miliardi, cifra non in linea – secondo quanto rilevano i primi commentatori – con il dato tendenziale, indicato in 6,1 miliardi di spesa. Va segnalato che per il 2015, le Politiche agricole sono in proporzione, dopo l’Economia, il ministero più interessato dalla mini – manovra dei tagli. E all’interno di questa mini manovra quasi tre milioni riguardano la pesca marittima.

- Tagli agli enti locali: per quanto li riguarda, risulta una diminuzione dei trasferimenti alle regioni a statuto ordinario e speciale di 4 miliardi; ai comuni viene riservato un taglio di un miliardo di trasferimenti; mentre alle province e alle città metropolitane di un miliardo e 200 milioni.

Alcune misure delle legge di Stabilità riguardano specificatamente il nostro settore, ecco le principali:

 1. Stanziati fondi pari a circa 10 milioni di euro nel 2015 a sostegno delle imprese agricole condotte da giovani agricoltori. Questi fondi verranno stanziati anche per il 2016 e il 2017. Sono previsti, inoltre, fondi dello stesso importo per favorire l’integrazione di filiera nel sistema agricolo e dei distretti agroalimentari. Quest’ultimo stanziamento è previsto per le annualità 2015 e 2016.

 2. Con l’articolo 32, comma 4, viene modificata l’aliquota di accisa del gasolio agricolo, rideterminando l’aliquota agevolata nella misura del 26,5%, a fronte del 22% dell’aliquota normale vigente. Si determina così un maggior gettito, a carico del settore agricolo, in temi di accise e IVA pari a 68,41 milioni per il 2015, a 54,27 per il 2016 e 60,40 per gli anni successivi.

 3. Prevista una riduzione dei finanziamenti a carico dei Patronati, relativamente all’esercizio finanziario 2015 e per quelli successivi, nella misura di 150 milioni. Questo rischia di determinare un collasso degli istituti di Patronato e assistenza sociale, mentre sarebbe stata opportuna una riforma che consentisse di continuare a fornire ai cittadini prestazioni che l’INPS non è comunque in grado di espletare.

4. Previsto lo stanziamento di 120 milioni di euro per il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale incentivi assicurativi; 122 milioni per AGEA e 3,7 milioni per il piano nazionale pesca marittima.

 5. Prevista, infine, la soppressione dell’INEA, che sarà incorporato nel consiglio per la ricerca e la sperimentazione e si chiamerà “Agenzia unica per la sperimentazione e la ricerca”.   
  

 





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