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“Tagliamo il superfluo”, Agrinsieme verso la prima conferenza economica.
News e comunicati ^
 
20 Ottobre 2014


Non una protesta di piazza, ma una conferenza economica in cui saranno resi noti i risultati dello studio commissionato a Nomisma — società indipendente che si occupa di ricerca e consulenza economica per imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni — per individuare quegli enti e servizi che appesantiscono il fardello burocratico del settore. Così ha deciso Agrinsieme, che proprio a Nomisma ha commissionato l’indagine finalizzata a orientare i tagli previsti dalla legge di Stabilità e variabili fra i 300 e i 500 milioni. Appuntamento il 18 novembre a Roma, all’auditorium della Conciliazione.

E la scorsa settimana, sempre nella capitale, si sono incontrati presidenti e rappresentanti di Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane per definire i principali obiettivi della giornata. Fra i partecipanti anche Matteo Lasagna, numero uno di Confagricoltura Mantova e Lombardia: «Che il settore stia cambiando radicalmente è noto – ha spiegato – Ci sono strumenti superati e di cui è giusto liberarsi, ed altri da implementare, si pensi alle reti di impresa. Siamo stanchi di sovrastrutture che di certo non giovano alla crescita delle nostre aziende, è lì che sarà opportuno intervenire. Aspettiamo l’esito dello studio di Nomisma per proporre al governo azioni mirate a migliorare. Se si deve tagliare, che lo si faccia con criterio e non a casaccio. Sarebbe ingiusto e controproducente penalizzare una categoria che lavora e che traina l’economia locale e nazionale».

Tagli, ma non solo. Perché il 18 novembre sarà anche un momento per «mettere sotto esame tutti i sistemi agricoli e capire se sono ancora adeguati – ha precisato Mario Guidi, coordinatore di Agrinsieme – e per evidenziare alcuni falsi miti del comparto, come quello del km0. Faremo un confronto tra il sistema nazionale e quello europeo in tema di redditi agricoli e indagheremo le ragioni dell’insuccesso a livello nazionale e del successo a livello europeo. La politica agricola del Paese è finalizzata tutta all’interno, ma non va più bene perché la qualità va portata sui mercati che se la possono permettere. Se noi cresciamo, altri crescono di più perché sono più capaci di conquistare i mercati. Quindi, forse, ci mancano strumenti importanti. La sfida che abbiamo di fronte – ha concluso – è quella della globalizzazione e non si vince certo con un modello di agricoltura conservativa e ferma al passato. Dobbiamo uscire dai nostri confini e anche da quelli europei, che sono ormai diventati mercati domestici, sostanzialmente fermi. Dobbiamo internazionalizzarci. E per fare questo è necessario puntare su imprese che abbiano una valenza economica e su politiche che abbiano come obiettivi il mercato, la crescita, l’occupazione e la sostenibilità».
Molti, dunque, gli argomenti sul tavolo.

Confagricoltura Mantova comunicherà al più presto ai soci le modalità di partecipazione all’iniziativa.  
 





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